Il limite sottile

Un potente stregone, con l’intento di distruggere un regno, versò una pozione magica nel pozzo dove bevevano tutti i sudditi.

Chiunque avesse toccato quell’acqua, sarebbe diventato matto.
Il mattino seguente, l’intera popolazione andò al pozzo per bere.

Tutti impazzirono, tranne il re, che possedeva un pozzo privato per sè e per la famiglia, al quale lo stregone non era riuscito ad arrivare.

Preoccupato, il sovrano tentò di esercitare la propria autorità sulla popolazione, promulgando una serie di leggi per la sicurezza e la salute pubblica.

I poliziotti e gli ispettori, che avevano bevuto l’acqua avvelenata, trovarono assurde le decisioni reali e decisero di non rispettarle.
Quando gli abitanti del regno appresero il testo dei decreti, si convinsero che il sovrano fosse impazzito, e che pertanto ordinasse cose prive di senso. Urlando, si recarono al castello, chiedendo l’abdicazione.

Disperato il re si dichiarò pronto a lasciare il trono, ma la regina glielo impedì, suggerendogli: “Andiamo alla fonte e beviamo quell’acqua. In tal modo, saremo uguali a loro”.

E così fecero: il re e la regina bevvero l’acqua della follia e presero immediatamente a dire cose prive di senso.

Nel frattempo, i sudditi si pentirono: adesso che il re dimostrava tanta saggezza, perchè non consentirgli di continuare a governare?
La calma regnò nuovamente nel paese, anche se i suoi abitanti si comportavano in maniera del tutto diversa dai loro vicini.

E così il re potè governare sino alla fine dei suoi giorni.

Paolo Coelho da Veronica decide di morire

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La storia di Santa Cristina

Cristina nacque, fra il terzo e il quarto secolo dopo Cristo, in Etruria, sulle rive del lago di Bolsena.

Santa Cristina

Ad undici anni, si convertì al Cristianesimo e così il padre la fece rinchiudere in una torre, circondata dalle immagini degli idoli pagani, dal benessere e dalla ricchezza, nella speranza di farla recedere dal suo proposito.

Ma Cristina non si lasciò tentare e rimase ferma nelle sue convinzioni: si strappò gli abiti, distrusse le statue, i cui preziosi frammenti donò ai poveri, e si dedicò alla povertà più assoluta.
Iniziò così il suo martirio.

Legata ad una colonna, venne frustata da dodici uomini per ore ed ore ma, alla fine, furono gli uomini a cedere esausti.

Fu legata ad una ruota per essere martoriata, ma la ruota si spezzò per incanto.

Fu gettata nel lago, legata ad una pesante macina di molino, ma la fanciulla non affogò, anzi galleggiava sull’acqua.

Venne immersa in una vasca di acqua bollente ma, per somma sorpresa di tutti, Cristina non morì.

Allora, le vennero tagliati i capelli e, nuda, fu costretta a recarsi al tempio di Apollo, ma le pie donne la coprirono con i loro mantelli.

Quindi, fu gettata in una fornace ma, dopo cinque giorni, fra le fiamme, la fanciulla fu trovata ancora viva in preghiera.

Le scagliarono contro delle vipere le quali, invece di assalirla, le asciugarono le lacrime.

Infine, il 24 luglio, le furono tagliate le mammelle e la lingua e, dopo queste lunghissime sofferenze, Cristina morì, trafitta dalle frecce.

Dopo la sua morte, cominciarono a verificarsi miracoli.

Dal 1867, ogni anno, il 24 luglio, viene festeggiata Santa Cristina e il suo culto si è fatto sempre più forte nel tempo.

Il giorno di Santa Cristina, inoltre, è vietato fare il bagno in mare.

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Vi confesso che non sapevo questa storia ma mi ha colpito molto.

Se non l’avete ancora capito oggi è il mio onomastico!!!

Fonte: www.iltaccoditalia.info